Due giorni a San Paolo


Dopo un bel po’ di riflessioni e preparativi, descritti nel nostro ultimo post, il momento di lasciare Parigi è finalmente arrivato. Un veloce cambio di aereo a Madrid (giusto il tempo di un bocadillo con jamon) e 11 ore dopo siamo a San Paolo. L’impatto con la città è forte: gigantesca, caotica, una metropoli di cemento calda e umida. Siamo arrivati venerdì mattina, in piena ora di punta, il che raddoppia il tempo necessario a raggiungere il centro dall’aeroporto.

Abbiamo prenotato un hotel vicino Avenida Paulista, una delle strade più famose della città. Non è la zona più economica, a dir la verità è una delle più care, ma anche una delle più sicure. Molte persone ci hanno messo in guardia rispetto a possibili brutte esperienze. Abbiamo quindi deciso di spendere un po’ di più ma sentirci più sicuri. Possiamo fortunatamente dire di non aver avuto nessun problema durante la nostra permanenza a San Paolo.

Beco do Batman San Paolo
Alcuni dei molti graffiti presenti nel beco do Batman.

Dopo aver lasciato gli zaini in albergo abbiamo percorso tutta l’Avenida Paulista in direzione beco do Batman. Il beco do Batman è una parte del quartiere Vila Madalena completamente dedicato all’arte di strada. Tutto è cominciato negli anni 80, quando un graffito del supereroe apparve nell’area. Questa prima opera iniziò un movimento tuttora attivo. I disegni sono stupendi e coprono ogni singolo muro di quattro diverse strade più molti altri nella zona. Visto quanto ci piace trovare della street art in ogni città che visitiamo, potete immaginare quanto abbiamo goduto della visita.

Parco ibirapuera San Paolo
Il parco Ibirapuera e l’installazione “Stupides et inutiles” di Aston nel museo Afro Brazil.

Il giorno dopo siamo andati al parco di Ibirapuera. È un grande parco con un lago, musei e molti fiori e prati. Nei giorni soleggiati è preso d’assalto dai paulisti. Dopo una bella camminata siamo entrati nel museo Afro Brazil. Abbiamo avuto anche la fortuna di capitare là di sabato, unico giorno a ingresso libero! Il museo è molto interessante: descrive la storia e le tradizioni degli africani, e loro discendenti, e la loro vita in Brasile, dalla tratta degli schiavi ad oggi. L’unica cosa che ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca è stata la totale assenza di traduzioni in qualsiasi lingua delle informazioni.

San Paolo è una città enorme ma non veramente turistica. Noi ci siamo passati per una ragione puramente economica: è meno caro arrivare là che a Buenos Aires. Ma abbiamo veramente goduto della nostra breve permanenza, tra graffiti e rilassanti passeggiate nel parco. Siamo anche riusciti a incontrare un’amica arrivata giusto prima che noi partissimo!
Abbiamo lasciato San Paolo in bus per raggiungere 17 ore dopo le cascate di Iguazu. Ve ne parleremo nel prossimo post!

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