5 giorni a Santiago del Cile

Qualche mese fa arrivavamo in Cile. La nostra prima tappa è stata la capitale, Santiago del Cile. Era la seconda capitale che visitavamo dopo Buenos Aires e, per poterla esplorare al meglio, abbiamo trovato un Airbnb in pieno centro. La coppia che ci ospitava era davvero adorabile. Ci hanno dato innumerevoli consigli su cosa fare e dove mangiare!

Una delle prime cose che si nota arrivando in città è lo smog. Il livello d’inquinamento a Santiago è talmente alto che la città è praticamente sempre coperta da una grande nuvola grigia. Se speravi di vedere le Ande attorno alla città, incrocia le dita perché i giorni di aria limpida non sono così tanti.

Santiago tramonto
Uno dei pochi lati positivi dell’inquinamento: a volte i tramonti sono magnifici.

Visitare Santiago con un free tour

Il primo giorno a Santiago abbiamo deciso di prendercela comoda visto che eravamo reduci di 20 ore di bus. Volevamo sgranchirci un po’ le gambe e ci siamo perciò uniti ad uno dei molti tour gratuiti che si possono trovare in città. Non volevamo girare i siti più turistici con un tour perché è facile trovare informazioni su di loro e preferiamo visitarli al nostro ritmo. Abbiamo però trovato un tour ha faceva per noi: l’off-beat.

La nostra guida ci ha presentato i diversi quartieri della città: da quello storico e ricco al più povero, dall’altra parte del fiume. Le persone che lavoravano per le classi più agiate vivevano là e, fino alla costruzione del ponte, rischiavano la vita ogni giorno per andare al lavoro.

Siamo poi andati a due mercati diversi: il centrale e La Vega. In entrambi abbiamo conosciuto alcune delle persone che ci lavorano e dei vari piatti locali. Abbiamo anche provato la famosa sopaipilla, una pasta fritta che si mangia con della salsa a colazione o per merenda.

Mercato centrale Santiago
Nel mercato centrale si trovano pesce fresco e ristoranti che lo servono direttamente… Delizioso!

Per finire il tour siamo andati al cimitero. È immenso, grande quanto 17 campi da calcio, e vi si trovano alcuni mausolei impressionanti. Ci siamo fermati alla tomba di Salvador Allende. Qui la guida ci ha dato una lezione di storia sulla presidenza Allende e la dittatura che ne è seguita. Non è difficile capire che è ancora un argomento delicato per molti cileni.

Il tour è stato davvero interessante e raccomandiamo di farne uno per scoprire un po’ meglio la città. Inoltre le guide danno sempre ottimi consigli su dove mangiare. Grazie alla nostra siamo tornati al mercato centrale e abbiamo fatto un ottimo pranzo a base di pesce e frutti di mare. Tra le altre cose abbiamo mangiato del caldillo de congrio, una zuppa di pesce resa famosa da un poema di Pablo Neruda.

Il centro storico di Santiago

Abbiamo riservato tutto il pomeriggio all’esplorazione del centro storico. Abbiamo cominciato la visita in Plaza de Armas, il cuore della città. La piazza è sempre piena di gente e di artisti di strada che si esibiscono. Da lì puoi visitare la cattedrale e il museo di storia naturale. Non siamo riusciti a visitare quest’ultimo ma abbiamo sentito dire che è interessante e soprattutto gratuito! Attenzione: tutti i musei sono chiusi i lunedì.

Visitare qualche bel museo

Abbiamo camminato fino a La Moneta, il palazzo presidenziale. Nel 1973 l’esercito guidato dal generale Augusto Pinochet, appoggiato dagli Stati Uniti, assaltò il palazzo per prendere il potere. Il presidente eletto Salvador Allende si rifiutò di lasciare il paese e si asserragliò nel suo ufficio. L’11 settembre il palazzo fu bombardato e Allende si suicidò. Ebbe così inizio una dittatura che terminò solo nel 1990. I fori di proiettile del colpo di stato sono ancora visibili nell’edificio.

La Moneda Santiago
La Moneda, il palazzo presidenziale che fu assaltato durante il colpo di stato del 1973.

È possibile visitare La Moneta ma bisogna prenotare in anticipo. Visto che non l’avevamo fatto siamo andati solo al centro cultural che si trova subito sotto al palazzo. Vi si trovano spesso delle esposizioni temporanee gratuite. Quando ci siamo stati c’era una mostra fotografica su Santiago molto interessante.

Visto che la nostra visita stava girando molto intorno alla storia recente del Cile abbiamo deciso di finire la giornata al museo de la memoria y de los derechos humanos. Il museo è intenso: racconta gli anni bui della dittatura di Pinochet. Ci sono molte testimonianze del periodo: giornali, foto, oggetti, registrazioni, ecc. Include anche delle interviste a persone torturate dal regime. Anche se duro, se sei interessato alla storia del paese ti raccomandiamo vivamente la visita.

Una camminata nel parco: il Cerro Santa Lucia

Abbiamo deciso di rendere la nostra seconda giornata a Santiago più leggera. Abbiamo iniziato con una visita al cerro Santa Lucia. All’inizio volevamo fare un altro tour gratuito per scoprire il cerro, ma ci siamo confusi con l‘ora e siamo arrivati un’ora in anticipo. Ti spieghiamo come sia stato possibile alla fine del post. Non volevamo aspettare un’ora senza far niente e abbiamo quindi visitato il cerro per conto nostro. È un parco davvero bello, pieno di scale e fontane. Dalla cima è anche possibile avere un bel panorama della città.

Cerro Santa Lucia
Una delle fontane che si incontrano passeggiando per il cerro Santa Lucia.

Museo de arte precolombino

Dopo questa bella passeggiata siamo andati a scoprire la storia antica del continente al museo de arte precolombino. È grande e ben curato e ci puoi facilmente passare delle ore al suo interno. Ci si trova una collezione di arte precolombiana proveniente da tutta l’America latina, comprese le più vecchie mummie del mondo.

Museo arte precolombino
Statue funerarie Mapuche, uno dei numerosi gruppi etnici rappresentati al museo d’arte precolombino.

Raggiungere la vetta del Cerro San Cristobal

Il nostro terzo giorno a Santiago volevamo fare un po’ d’esercizio. Quale modo migliore di farlo se non salendo al cerro San Cristobal? Ovviamente puoi prendere la funicolare fino alla cima, ma che divertimento c’è. Questo cerro è il più alto della città. Così alto che passi al di sopra dello strato di smog e puoi goderti il sole e il cielo blu. Però la città è nascosta dall’inquinamento perciò non aspettarti dei panorami fantastici. La cima è il posto perfetto per provare il famoso mote con huesillos, una delle poche cose che ci era stata raccomandata in Cile.

Cerro San Cristobal
La vista dalla cima del cerro San Cristobal. Si può notare lo strato di smog al di sopra degli edifici sottostanti.

Museo la Chascona: casa di Pablo Neruda

Una volta sceso dal cerro San Cristobal, ti raccomandiamo la visita a una delle tre case di Pablo Neruda, la Chascona. Anche se non ti sono familiari i lavori del poeta, la casa merita una visita. Come prima cosa è alquanto originale e scoprirai da dove viene il suo nome (niente spoiler!). Ti da poi un altro punto di vista sulla storia contemporanea cilena, dato l’impegno politico di Pablo Neruda.

Chascona
Non è possibile fare foto in nessuna delle case di Pablo Neruda… mi sa che dovrai scoprirle per tuo conto!

Museo Violeta Parra

Nello stesso quartiere si trova il museo Violeta Parra, una famosa cantante. Se vuoi scoprire la musica cilena, questo è il posto perfetto. Molti concerti sono inoltre organizzati all’interno del museo. Sfortunatamente l’abbiamo trovato chiusi quando ci siamo passati ma era uno dei posti raccomandati da più di una persona.

Fare una gita a Valparaiso

Dopo aver passato tre giorni a Santiago abbiamo deciso di esplorare anche la zona attorno. Dal centro è facile prendere un bus fino a Valparaiso. È una città costiera a due ore da Santiago. Molte persone ci vanno per una gita giornaliera ma la città è famosa anche per la sua vita notturna durante il weekend.

Scoprire la street art

Valparaiso è famosa principalmente per le sue strade ricoperte di graffiti. Se sali sulla collina ne potrai vedere moltissimi, uno più bello dell’altro. Visto che siamo grandi fan della street art ma non avevamo molto tempo, abbiamo deciso di fare un graffiti tour gratuito. La guida ci ha parlato della storia della città prima di mostrarci un’opera dopo l’altra, illustrandocene il significato. Non avremmo mai capito da soli quanto politico fosse il messaggio di alcuni graffiti. Molti hanno una valenza sociale, spesso a supporto delle popolazioni indigene.

Valparaiso streetart
Uno degli innumerevoli graffiti di Valparaiso. Molti di essi hanno per soggetto la natura e le popolazioni indigene.

Durante il tour abbiamo anche preso uno dei numerosi ascensori per salire alla collina. Ne abbiamo preso uno dei più antichi, un vero viaggio indietro nel tempo.

Politico graffiti
Un esempio di graffiti con un messaggio politico: parla della sudditanza nei confronti degli USA, delle grandi industrie e il loro sfruttamento intensivo del mare e molto di più.

Visitare la Sebastiana: altra casa di Pablo Neruda

A Valparaiso puoi anche trovare la seconda casa di Pablo Neruda, che ovviamente abbiamo visitato. Situata in cima ad una collina, gode di una bellissima vista sul mare, come d’altra parte tutte le case di Neruda. Da un punto di vista storico non imparerai molto di più rispetto alla visita a la Chascona. Ma anche questa volta la casa è originale e merita una visita.

Sebastiana
La Sebastiana, la casa che Pablo Neruda ha comprato in cima ad una collina di Valparaiso.

Andare a Isla Negra a vedere l’ultima casa di Pablo Neruda

La città di Isla Negra, situata tra Santiago e Valparaiso, non è di molto interesse. Ma vale comunque la pena andarci per visitare l’ultima casa di Pablo Neruda. È l’ultima che abbiamo visitato e la più impressionante. Il poeta e la moglie vi ci sono sepolti entrambi. La casa è la più grande e quella dove si vede di più il suo amore per il mare.

Isla Negra
La casa di Isla Negra, dove Pablo Neruda e sua moglie sono sepolti in riva al mare.

Confusione sull’ora

Vuoi sapere come abbiamo fatto a confonderci sull’ora il secondo giorno? Semplice: al Cile non piace fare come tutti gli altri paesi e ha quindi deciso di cambiare l’ora un giorno diverso. Ma visto che non riescono a decidersi esattamente quando vogliono cambiarla, ogni anno lo fanno un giorno diverso. Di conseguenza gli orologi sui nostri telefoni non mostravano la vera ora cilena.

Anche l’orologio sull’aereo che ci ha portato all’isola di Pasqua aveva lo stesso problema e più di una persona si è confusa. La parte divertente è che ce ne siamo accorti solo un giorno dopo essere arrivati in Cile.

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